“Un club cresce se crescono i suoi soci. E cresce con i suoi soci. È questa la vera storia di Toastmasters Roma.”
Cari soci, amici, ospiti,
immaginate Roma nel gennaio del 2010. Un gruppo di pionieri, guidato da Raffaele Galasso, decide di portare nella Capitale un’esperienza che in Italia era ancora poco conosciuta: Toastmasters. Nasce così il COMTEAM Toastmasters Club di Roma. Un nome tecnico, quasi aziendale, ma sotto c’era una scintilla umana. E in poco tempo, quella scintilla diventa fuoco: il 28 luglio dello stesso anno, il club fa il chartering, ovvero diventa ufficialmente il club numero 1399930 di Toastmasters International.
Ora, fermiamoci un attimo. Cosa fa nascere davvero un club Toastmasters?
Non è un documento. Non è un logo.
È una comunità. Una comunità che cresce solo se cresce insieme.
E così è stato anche per noi. La storia di Toastmasters Roma non è fatta da un solo fondatore, ma da mani che si sono tese, da voci che si sono aggiunte, da ruoli che sono stati svolti. Dopo Raffaele, arrivano altri: Marco Costantini che avvia le prime riunioni regolari due volte al mese. Giancarlo Ghiglia, venuto da Milano solo per una visita ai parenti… e che finisce per aiutare a far crescere il club. Francesco Fedele introduce il terzo incontro mensile e la serata in inglese. Nicola Corrado traduce il manuale Competent Communicator. Carlo, Flavio, Lucy, Giovanna, Laura, Fiore… sono solo alcuni dei nomi che hanno fatto da guida nei primi anni di vita del club.
Ma attenzione: il punto non è il nome del presidente. Il punto è il principio: nessuno ha mai costruito Toastmasters Roma da solo.
Oggi celebriamo 15 anni di storia:
- oltre 500 riunioni
- più di 1.500 discorsi
- oltre 250 soci e oltre 6.000 ruoli ricoperti
Ma questi numeri, da soli, non dicono nulla. Il vero significato lo trovate in ciò che succede in una singola serata Toastmasters.
Ogni incontro è una piccola macchina del cambiamento personale:
- I discorsi preparati ci sfidano a organizzare le idee, raccontare storie, esprimerci meglio.
- La sessione di Table Topics ci fa allenare l’improvvisazione e il pensiero veloce.
- Le valutazioni ci insegnano a ricevere e dare feedback, in modo costruttivo.
- E ogni ruolo – dal TME al grammarian, dal timer al general evaluator – ci allena alla leadership condivisa.
È come un’orchestra: ognuno ha uno strumento, e se tutti suonano con cura, la serata funziona, ispira, fa crescere. Se anche uno solo manca, la sinfonia non è la stessa.
All’inizio vi ho detto che una serata Toastmasters è come la performance di un orchestra, a cui ogni elemento contribuisce. Ed è con questo concetto che voglio chiudere la serata. Oggi, mentre celebriamo questo traguardo, dobbiamo chiederci: come possiamo continuare a crescere?
Perché un club non cresce per inerzia. Cresce se:
- ogni socio si sente coinvolto,
- ogni nuovo arrivato trova spazio,
- ogni veterano continua a dare, ma anche a ricevere.
Tutti dobbiamo essere parte attiva. C’è chi pensa che il club sia qualcosa che ricevi. Ma Toastmasters funziona davvero solo quando diventa qualcosa che offri.
Il club è forte se chi arriva trova un mentore. È vivace se chi parla viene ascoltato con attenzione. È accogliente se qualcuno si prende cura della logistica, della comunicazione, del clima.
A Toastmasters Roma non cerchiamo eroi solitari. Cerchiamo soci attivi.
E voglio lasciarvi con una provocazione:
Cosa potete fare VOI per far crescere questo club?
Potete tenere un discorso. Potete fare da mentore. Potete ricoprire un ruolo. Potete portare un amico.
Ma soprattutto: potete essere presenti. Presenti non solo fisicamente, ma con la mente, con il cuore, con l’intenzione.
Il prossimo discorso che cambierà la vita a qualcuno… potrebbe essere il vostro.
Il prossimo socio che resterà per anni, potrebbe essere quello che avete accolto voi, quella sera che avete deciso di sorridere, di applaudire, di ascoltare davvero.
Questa è la vera storia di Toastmasters Roma: una storia che cresce ogni volta che un socio cresce. E che si rafforza ogni volta che qualcuno sceglie di contribuire.
Siamo un club. Siamo una comunità. Siamo un progetto in corso.
E la prossima pagina… la scriviamo insieme.
Grazie.